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Asili nido, accordo tra Comuni e gestori per salvare il servizio

A carico delle amministrazioni le quote di marzo di circa 60 famiglie

Accordo in Val di Bisenzio per salvaguardare il servizio di asilo nido in attesa che passi la fase più difficile e i bambini possano tornare a scuola e – allo stesso tempo – cercare di togliere alle famiglie qualsiasi peso economico in un momento così complicato anche per i bilanci di casa. Con questo duplice obiettivo gli assessori alla Scuola di Vernio, Vaiano e Cantagallo, Alessandro Storai, Fabiana Fioravanti, e Maila Grazzini hanno chiuso nei giorni scorsi un accordo con la Cooperativa Alice e la FISM (Federazione delle Scuole Materne) per la gestione nella fase di chiusura dei nidi in convenzione di Vaiano e Usella. “Non lasciamo soli chi lavora nei servizi e le famiglie che ne usufruiscono. Abbiamo lavorato a un’intesa che tenesse insieme gli interessi dei bambini e delle famiglie ma anche delle strutture della Vallata frequentate da circa sessanta piccoli - spiegano gli assessori - prima di tutto le amministrazioni si faranno carico del pagamento del servizio dei primi giorni di marzo di cui i bambini hanno usufruito in modo da non chiedere alle famiglie alcun impegno economico”.

La Pimpa di Vaiano è gestita dalla Cooperativa Alice e frequentata da 39 bambini, altri 18 sono accolti al San Lorenzo di Usella in gestione alla FISM. L’accordo - condiviso con Gianna Mura (Cooperativa Alice) e Gabriella Melighetti (FISM) - prevede che i Comuni per i prossimi mesi mettano a disposizione un contributo forfettario che servirà a coprire da marzo a luglio parte delle cosiddette spese incomprimibili: affitto, luce, acqua e gas.

Nelle settimane scorse le tre amministrazioni erano già intervenute sul fronte scuola con tre misure tampone: non procedere all'addebito della quota fissa per la fruizione del servizio di mensa scolastica per i mesi di marzo, aprile, maggio per le scuole primarie e secondarie, e per i mesi di marzo, aprile, maggio e giugno per le scuole dell'infanzia; non applicare penali per ritardato pagamento, tenendo anche conto delle limitazioni di movimento delle persone; abbuonare i pasti per i tre giorni del mese di marzo in cui bambini e ragazzi hanno frequentato le scuole.

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